mercoledì 24 febbraio 2016

Grandi Imprese Industriali 2015, fatturato nominale invariato e occupazione in calo

Fonte: Elaborazioni su dati Istat


Nel 2015 il fatturato destagionalizzato delle maggiori imprese industriali è aumentato dello 0,1%. Al netto della variazione dei prezzi alla produzione (-2,7), le vendite reali segnano un incremento del 2,8%, trainate soprattutto dal mercato interno (+3,1) mentre le esportazioni si fermano all’1,4 (quelle complessive dell’Italia sono aumentate dell’1,8).


Tuttavia, nonostante l’aumento delle quantità vendute, le imprese hanno preferito smaltire le scorte accumulate (-0,9% negli ultimi dodici mesi). La produzione industriale ne ha tratto pertanto un giovamento alquanto limitato, aumentando dello 0,8%.


L’espansione dell’attività produttiva, per quanto modesta, non si è estesa all’occupazione al netto dei cassintegrati, che è stata anzi  ridotta dell0 0,7%, nonostante il ricorso alla CIG sia diminuito del 27% (-35,6 a livello nazionale per tutti i settori).

La crescita della produzione  è stata conseguita sia con l’aumento delle ore lavorate per dipendente (+1%), sia intensificando i ritmi produttivi (+0,4).


L’aumento delle ore lavorate per dipendente deriva sia dagli straordinari, in crescita dell’1,9%, sia dal crollo delle ore perse per scioperi (-65%). Ma nel complesso il monte ore di lavoro resta poco mosso (+0,3) per la diminuzione della base occupazionale.

Il costo orario del lavoro è aumentato dello 0,6%,  Tenendo conto del leggero aumento del monte ore, il costo complessivo cresce dell’1,1. L’aumento della produzione permette di contenere la crescita del costo del lavoro per unità di prodotto (clup) allo 0,4%.


Allargando l'orizzonte temporale, la produzione industriale dal 2010 è scesa di oltre l'8% portando giù sia l'occupazione (-4,5%) sia il numero di ore lavorate per dipendente (quasi un punto percentuale). In tal modo  anche la produttività per ora lavorata non può che diminuire (quasi un punto e mezzo).


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