martedì 28 luglio 2015

A tre mesi dall'inizio del QE, i prestiti al settore privato non finanziario crescono dello 0,3%

Fonte: Elaborazioni su dati BCE

Al terzo mese di acquisti di titoli pubblici ad opera delle varie banche centrali della zona euro la BCE può cantare vittoria: i prestiti al settore privato non finanziario sono aumentati dello 0,3%! E l'aumento riguarda tutti e tre i principali paesi: Germania +0,5;  Italia +0,8 e per la Francia uno straordinario +1,1. Calano in Spagna (-1,1) e in Grecia (-2,2), ma non si può ottenere sempre tutto dalla vita.


Rispetto ad un anno prima i prestiti al settore privato non finanziario della zona euro sono aumentati dello 0,5%, grazie esclusivamente ai prestiti alle famiglie, che crescono dell'1,3%. Quelli alle società non finanziarie (SNF) calano invece dello 0,3.


Il debole aumento dei prestiti per il complesso dell'eurozona non spiega la crescita dei depositi del settore privato  (+2,5%), spinti dai depositi a vista (+11,7). 


In Germania i depositi crescono del 2,8%, con i conti correnti in crescita del 10,5%.

In Italia, la liquidità del settore privato presso il sistema bancario è aumentata  negli ultimi dodici mesi del 5%, con i depositi a vista in espansione del 9,5. La crescita dei depositi è più marcata tra le SNF (+7,2), ma è positiva anche tra le famiglie (+1,9). 


In termini assoluti, la crescita dei depositi nell'ultimo anno in Italia è stata di oltre 100 miliardi, di cui 64 imputabili ai rimborsi netti sui bond bancari. 


Nel complesso dell'area euro la M1, che comprende oltre ai depositi a vista il circolante, aumenta poco meno del 12%. Ciò nonostante i prezzi al consumo aumentano solamente dello 0,2.

I rendimenti medi sui titoli decennali dell'area euro salgono, contro ogni previsione che poteva attendersi dal QE, all'1,67% dallo 0,85  di aprile. Quelli italiani salgono dall'1,36 al 2,2%, influenzati indubbiamente dalla crisi greca.

Crisi che ha provocato dall'inizio dell'anno un calo di 42,7 miliardi, ovvero 1/4 dei depositi bancari ellenici a fine 2014.


Indubbiamente un successo del sistema dell'euro.